Ha recentemente suscitato un certo scalpore la notizia, rimbalzata da molti mezzi d’informazione, del fatto che il Mensa UK abbia accettato l’iscrizione di una bambina di due anni alla quale un test, condotto peraltro da specialisti esterni all’Associazione, aveva attribuito un QI particolarmente elevato.
Avendo ricevuto numerose richieste di informazioni su tale questione, che sicuramente suscita l'interesse e la curiosità di molti, il Mensa Italia ritiene opportuno esprimere la propria posizione in merito ad alcuni punti fondamentali della vicenda.

Innanzitutto non è chiara l'utilità di sottoporre una bambina così piccola ad una prova di livello intellettivo: non bisogna infatti dimenticare che qualunque test deve avere una finalità ed uno scopo ben preciso. Prima dei tre anni d'età, i bambini dovrebbero essere sottoposti a test di questo genere quasi esclusivamente se sospettati di avere disturbi neuropsicologici. In questo caso la bambina ha solo due anni, e l’averla sottoposta ad un test di livello intellettivo solo perché manifestava un ritmo di sviluppo accelerato rispetto ai coetanei sembra avere finalità di carattere per lo più pubblicitario.

Non è inoltre assolutamente detto che tale accelerazione non possa subire un brusco rallentamento negli anni successivi, così che quella che oggi sembra una plusdotazione potrebbe rivelarsi nient’altro che una semplice e transitoria accelerazione del ritmo dello sviluppo. Occorre infatti sottolineare come i test d'intelligenza non abbiano valore di predittività, ovvero non sia affatto scontato che un bambino così intelligente a quell'età lo sarà anche in futuro: sono infatti moltissimi gli aspetti che concorreranno a determinarne lo sviluppo, e quindi solo al raggiungimento di una relativa maturità si potrà procedere ad una valutazione che si può ritenere stabile nel tempo.

Il Mensa Italia ritiene quindi che l'accertamento delle qualità intellettive di un giovanissimo vada compiuto solo per fondati motivi e direttamente da uno psicologo infantile, il quale potrà coinvolgere i genitori ricorrendo a specifiche tecniche e metodologie anche molto diverse da quelle utilizzate per la valutazione del quoziente intellettivo degli adulti. Pertanto il Mensa Italia somministra solo test di ingresso miranti esclusivamente a valutare l'idoneità del candidato all'iscrizione (superamento del 98° percentile) e non a “misurarne” direttamente il valore di QI, e limitatamente a chi abbia compiuto i 16 anni.

Per approfondire le problematiche relative ai bambini dotati di elevate capacità cognitive e/o creative il Mensa Italia ha da tempo avviato un progetto specifico, denominato Italian Gifted Children Program, al quale sarà prossimamente dedicata un’apposita sezione del sito Internet dell'Associazione.